
Barbara Uwadie
Sono una ragazza semplice, ma ho sempre avuto un modo un po' diverso di guardare le cose.
Tendo a osservarle, approfondirle, collegarle e a chiedermi cosa ci sia dietro quello che vedo.
Forse è anche per questo che, nel corso della mia vita, ho imparato a vivere persino i momenti più dolorosi con una consapevolezza e una leggerezza che da fuori, non sempre sono state facili da comprendere.
Questo spazio nasce da qui: dal mio modo di pensare, di sentire e di guardare la realtà. Dalle cose che mi fanno riflettere, dalle domande che mi pongo, dalle connessioni che vedo e dai pensieri che sento il bisogno di esprimere.
Non penso che il mio modo di vedere le cose sia necessariamente giusto o sbagliato. È semplicemente il mio.
Questo è il mio mondo, senza la necessità di renderlo perfetto, definitivo o uguale a quello degli altri.
Siamo tutti un universo infinito. Una cosa sola con Dio, una cosa sola con noi stessi.
Per molto tempo ho pensato di essere quella più indietro rispetto agli altri. Per i successi, per i progetti, per le cose da raggiungere o, semplicemente, per quel bisogno di "sistemarsi" che sembra vivere nella testa di ognuno di noi, come una sveglia che suona quando hai dormito solo tre ore.
Poi ho iniziato a vedere le cose diversamente.
Ognuno di noi è una porta che contiene l'infinito. E l'infinito contiene noi.
Parlo di Dio, si. Proprio di Lui.
Di quella presenza che non vedo come qualcosa di separato da noi, ma come l'origine e il centro da cui tutto prende forma. E penso che, in qualche modo, ci abbia dato anche le chiavi per esprimere le infinite forme di Lui attraverso ciò che siamo in un determinato presente delle nostre vite.
Quello che scrivo, quello che dico, quello che creo, quello che osservo, quello che scelgo di condividere: sono tutte forme diverse attraverso cui posso esprimermi.
In questo spazio incontrerai alcune delle mie chiavi.
Non so dove porterà ognuna di loro.
Ma forse non è questo il punto.
Forse il punto è avere semplicemente il coraggio di usarle.